leggerezza

Con la leggerezza e la versatilità che mi contraddistinguono passo dall'eutanasia ad argomenti meno impegnati.

Ovvero... ecco tre cose degne di nota:

Mio padre mi ha regalato dei nuovi biglietti da visita strafighi con nome, cognome, professione, numero di tessera e contatti.

Le poste italiane mi hanno inviato il rimborso che meritavo. Cifre non stratosferiche però è una questione di principio perchè sono delle teste di cazzo enormi.
Il problema? La scorsa estate ho dovuto spedire a mia madre alcune cose con un pacco celere 3, ovvero arriva dopo 3 giorni dalla data di spedizione. Sapete quanto ci ha messo?? 8 giorni.
Allora io non ho speso 9 euro per la loro bella faccia, avevo diritto al risarcimento e l'ho preteso! E che cazzo!

Stamattina mi sono dedicata allo shopping sfrenato di trucchi: Kiko mi sta rovinando!
Ecco la prova:

DSC01754kiko
Da sinistra a destra:
  • smalto blu
  • smalto viola
  • eyeliner
  • mascara super volume
  • fondotinta rosa naturale no tranfer
  • lipgloss rosa
  • astuccio di pelle


posted by soffice85 @ 15:31 - martedì, 14 ottobre 2008
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cose trite e ri-trite

La Cei ha ribadito il suo no all'eutanasia.
Questa volta devo essere corretta: nella loro ottica hanno perfettamente ragione!
E' sacrosanto e normale -guai se non lo fosse!- che la Chiesa si schieri a favore della vita, in tutte le sue accezioni.
Quello che mi fa incazzare è che imponga la sua visione.
Ammettiamolo, l'Italia non è un paese libero di decidere per cazzi suoi riguardo molti temi perchè abbiamo lo stato del Vaticano sul nostro suolo che non si limita a dettare legge per il popolo di fedeli ma anche per tutti gli altri. Libera Chiesa in libero Stato solo sulla carta.

A me fa incazzare che la legge sull'aborto venga messa in discussione da un gruppo di piduisti che pensano di fare i rivoluzionari dell'ultima ora solo per leccare il culo alla più grande potenza italiana: la Chiesa. Salvo poi accorgersi che non raccolgono neppure il 2% del consenso nazionale.

A me fa incazzare che la mia libertà personale sia limitata dalla visione di alcune persone che decidono in base a una religione ("religio" in latino significa "superstizione", tanto per dirne una).

E' vero, i cristiani sono la maggioranza della popolazione, e hanno delle idee da rispettare e che sono coerenti con il loro credo.
Ma perchè se io non ho la stessa visione del mondo devo subire le loro decisioni, tra l'altro non basate sull'obiettività e sulla scienza?

In questi casi la democrazia non è un'ottima scelta, al contrario della libertà!!

Allora io voglio vivere in uno stato LAICO che mi garantisca alcuni privilegi. Se poi, questi privilegi cozzano con le mie convizioni non sono obbligata a sfruttarli! Ma decidere per molte persone, sebbene siano la minoranza, in nome di un dio che nun se vede è da Alto Medioevo!
Perchè non riusciamo a capire certe cose fondamentali?!

Che poi, a ben vedere, l'eutanasia è già praticata in Italia.
Un medico una volta mi ha spiegato che la morfina in dosi massicce accelera il processo di morte, e "stranamente" viene somministrata ai malati terminali.

In gergo tecnico si chiama teoria del duplice effetto: ovvero somministri morfina per calmare il dolore ma in quantità così elevate da essere tossiche.
Insomma guardiamo il dito ma non vediamo la luna.. a me pare che noi italiani proviamo un gusto invidiabile a martellarci i coglioni!

La mia domanda è la seguente:

non è avvilente vivere in uno stato che per garantire ai suoi cittadini certi diritti sacrosanti deve agire in maniera ipocrita?

posted by soffice85 @ 14:28 - martedì, 14 ottobre 2008
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la sottile differenza tra uccidere e lasciar morire

E' notizia di oggi che le condizioni di Eluana Englaro sono peggiorate per un'emorragia interna.
La curatrice che la segue da 17 anni dice che non ha senso intervenire per salvarla però quando si è trattato di staccare il sondino si è opposta.
E' l'annoso problema che distingue l'azione dall'inazione, il porre intenzionalmente fine alla vita di una persona o il lasciarla morire.

Credo di potermi avventurare in un'analisi dopo 3 anni di studi sull'argomento, una tesina dal titolo "Il confine tra la vita e la morte", e una tesi finale di 60 pagine dal titolo: "Un caso di etica applicata, il trasferimento di beni biologici".

Innanzitutto il mio prof. R. D. mi bacchetterebbe le dita per la seguente frase:
"il porre intenzionalmente fine alla vita di una persona o il lasciarla morire".
Ho usato impropriamente il termine vita e persona: mi scuso ma devo semplificare molto per rendere il discorso accessibile.

Nella mia tesi di laurea ho cercato di dimostrare che si può applicare l'utilitarismo alla vita umana, e in particolare al trapianto di organi. Purtroppo non riesco a spiegare dettagliatamente neppure questo senza annoiarvi o essere criptica... però se vogliamo parlarne basta che me lo dite.

Torniamo ad Eluana.

La ragazza viene nutrita e idratata artificialmente da 17 anni. Per lo stato italiano la nutrizione artificiale non è una cura ma un atto di assistenza dovuta.
ATTENZIONE perchè il punto è proprio questo: una cura si può interrompere, l'assistenza no!
Dunque non è solo una questione "Eutanasia si-no".
Perchè la sua curatrice ha operato una distinzione tra uccidere e lasciar morire?
Secondo il concetto di sacralità della vita (Roberto Mordacci, “Una introduzione alle teorie morali”, Feltrinelli 2003, cit., pag. 107):
  • “è assolutamente vietato porre intenzionalmente termine alla vita poiché ogni vita umana, indipendentemente dalla sua qualità o tipo, è inviolabile e di egual valore”.
La curatrice mette in atto proprio questa distinzione cristiana alla quale si oppone la visione utilitaristica. Kuhse ad esempio ritiene che la differenza tra vivere e lasciar, fra mezzi ordinari e straordinari (ovvero fra assistenza e rianimazione) sia priva di fondamento perchè la conseguenza è sempre la stessa: la morte.

Questo è il concetto di base, diciamo.

Poi però vengono operate altre distinzioni fondamentali: tra persona e corpo, o come direbbe Rachels (James Rachels, Quando la vita finisce. La sostenibilità morale dell’eutanasia., tradotto da Garavelli, Sonda, 2007) tra vita biografica e vita biologica.

Una persona è tale se ha una vita biografica, ovvero se è presente, agisce, ha capacità di analisi e autonomia. Un corpo invece ha solo una vita biologica.

Dunque, se questo è vero Eluana non era più una persona ma un corpo.

Volete sapere la mia? Invece che farla spegnere come una cane sarebbe stato più giusto staccare il sondino. Nelle prime pagine del libro di Mordacci sopra citato (è un testo abbordabile e curioso, se vi interessa l'argomento) si evince un concetto a mio parere decisivo:

da quanto l'uomo ha scoperto che può allungare la vita biologica di una persona si preoccupa più di far vivere che di lasciar morire.

Mi spiego meglio: in natura una ragazza che non si può nutrire da sola vive o muore? Muore. E la morte è parte della vita: accettarla è un fatto cristiano. Secondo la curatrice è stupido accanirsi sul suo corpo, ma perchè cosa hanno fatto fino ad ora scusate? 

Forse non sarei così netta se mi trovassi di fronte al caso di quella donna inglese (scusate non ricordo il nome in questo momento!) la quale, sapendo di avere una malattia degenerativa incurabile, voleva morire ancora prima di essere invalida. Effettivamente è difficile praticare l'eutanasia su una persona che è ancora in sè, anche se per poco.

Mi rendo conto che non sono argomenti di facile soluzione, e per capirlo basta sapere che un concetto di morte univoco per tutto il mondo non esiste, però sono cose che dovrebbero farci riflettere.

 


posted by soffice85 @ 18:34 - sabato, 11 ottobre 2008
commenti (7) in
strano epilogo - ma quanto sono maligna??

Vi ricordate la mia politically uncorrect novel ?
Orbene, ci sono risvolti incredibili.
La giornalista del giornale "C" che ha firmato lo scoop manca da un pò. Inizialmente si pensava che la sostituzione fosse solo estiva per le vacanze e invece continua....
In effetti la sostituta è stata chiamata più o meno in concomitanza con l'uscita dello scoop.
Ora, i maligni dicono che sia stata trombata con tutte le scarpe per la cazzata commessa, io (che non sono per nulla maligna ) preferisco pensare che la ragazza abbia trovato una testata migliore nella quale lavorare!

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Cambiando discorso mi hanno sempre fatto molto sorridere -e anche pò pietà- le donne che si affannano a mettersi in mostra fisicamente in ambito lavorativo, quelle che propongono cenette fuori con scollature esorbitanti.
Tette al vento, culi in alto solo per cercare di ottenere un posto al sole a lavoro. Ritengo che queste persone siano mezze donnette con un futuro effimero: basta ingrassare o invecchiare che tutto svanisce.
E la cosa triste sapete qual'è? Che la maggior parte degli uomini ci casca.
Io invece sono stata fortunata, ho trovato un ragazzo onesto, orgoglioso e irreprensibile! Ha un passato notevole che non posso raccontare, non è stato un prete né uno stinco di santo, ma ha sempre odiato le gattine morte o quelle che gliela promettevano per avere qualcosa in cambio. Per questo l'ho sempre stimato: è un uomo con i coglioni.
La differenza tra me e le altre che ci hanno provato? Io ho dimostrato di amarlo per altro e non per il suo lavoro, sa  che sono una persona indipendente. E se un giorno dovessi godere dei suoi agganci sarà una cosa meritata, onesta e naturale. Le altre?!? Ormai hanno smesso di fare questo tipo di lavoro.
La seduzione, o zoccolaggine come volete chiamarla, non paga. MAI.





posted by soffice85 @ 16:06 - venerdì, 10 ottobre 2008
commenti (2) in
che ne pensate?

Speriamo che riesco a farvelo vedere... è un doc word: dovete cliccare sulla paginetta bianca che trovate sotto!

MODELLO TATOO

posted by soffice85 @ 11:34 - venerdì, 10 ottobre 2008
commenti (1) in
ho voglia di marchiarmi come una mucca..

Mi sono svegliata con una voglia pazzesca di farmi un tatuaggio sul polso, mi manca solo di capire COSA.
Allora, di sicuro ci saranno due scritte:

XIV.II.MCMLXXXV
II.VIII.MCMLXXVIII

ovvero la data di nascita in numeri romani della sottoscritta e del fidanzato.
Però mi manca la terza cosa perchè con i tatuaggi è meglio fare tutto dispari, sia come numero sia come disegno.
Vediamo un pò....
  • una cascata (piccola!) di stelline?
  • il simbolo cinese dell'amore universale?
Vabbè c'è tempo per pensarci: prima devo finire la tessera della piscina perchè non ci posso andare con la cicatrice.

posted by soffice85 @ 09:53 - venerdì, 10 ottobre 2008
commenti (1) in
se volete la mia mano, dovete ammanettarmi...


Io non credo nel matrimonio ma se il mio uomo si presentasse con questo "braccialettino" di Cartier potrei sposarlo:



lovecartier9qs
Praticamente è una manetta d'oro (ma anche in platino e pietre...).
Funziona così:
  • quando lo compri ti danno anche il cacciavite d'oro,
  • l'amato chiede il polso alla sua donna,
  • apre facendo forza su una delle viti che vedete incastonate sul bracciale,
  • infila al polso
  • richiude.
Un pò scomodo forse perchè se è l'uomo a conservare il cacciavite non puoi togliertelo neppure per farti la doccia.
Certo, se lui ti molla e lancia il cacciavite ad anni luce dalla finestra del suo balcone poi tocca andare dal fabbro......

Ma, e dico MA, volete mettere il messaggio fortissimo di possesso che esprime il gesto di ammanettare con un bracciale d'oro, e per giunta di Cartier, la vostra donna??

posted by soffice85 @ 21:14 - giovedì, 09 ottobre 2008
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abbattetemiiiiiii


Oggi ho scritto 10 (DIECI) pezzi e ieri ne ho scritti altri 4 (QUATTRO).

Meglio che un pugno in un occhio, certo, ma avrei bisogno di un buon dottore!

posted by soffice85 @ 17:53 - giovedì, 09 ottobre 2008
commenti (1) in
è tutta questione di vanità...

Voglio raccontarvi una storia.
C'è un paesino della bergamasca che si chiama C. ed è abitato da gente dura, rozza, orgogliosa e umile. Così umile che il motto è PROFILO BASSO SEMPRE E COMUNQUE! Tutto ciò che significa esposizione viene vissuto con immobilismo totale e panico.
Un giorno una giornalista X (una a caso!) si rivolge alla sua maestra di fiducia per sapere le iniziative della settimana. La maestra le dice: "Sai, tra le altre cose facciamo anche una castagnata con gli alpini!". Ottimo.
La giornalista scrive, scrive e scrive ma per un eccesso di zelo decide di chiamare l'alpino V.

X=giornalista
V=alpino

G: Buongiorno V, sono X! La chiamo perchè sto scrivendo un pezzo sui bambini e so che fate questo, questo e questo. E' vero? Cosa fate?
V: Si si, facciamo questo, questo e questo. E aggiungi anche questa iniziativa.

Il pezzo esce e l'alpino V. è molto contento. Poi arriva l'amico lecchese dell'alpino V. che commette l'errore grossolano di non notare il pezzo perchè non c'era la foto.
L'alpino V., colpito nell'orgoglio, chiama la giornalista X e chiede conto e ragione.
La giornalista X, stanca marcia della finta umiltà degli abitanti di C., fa una grande cazziata all'alpino, ricordandogli che il pezzo non era su di lui, che ci sono altre notizie un filo più importanti e  che per la foto non c'era lo spazio fisico grazie alla Santa Pubblicità.
L'alpino V. è colpito e affondato, saluta dimesso.

La giornalista X è soddisfatta perchè ha dimostrato nuovamente tutta l'ignoranza degli abitanti di C., facendo pagare il fio al malcapitato di turno.

Quindi cerca una chiosa per la telefonata e la trova in wikiquote:


Gratta la modestia del grande uomo, e verrà fuori la vanità della sciantosa.
Libero Bovio


Quello che ancora non si spiega è perchè gli abitanti dei paesi vicini non siano così deficienti.....

posted by soffice85 @ 12:00 - mercoledì, 08 ottobre 2008
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misantropia

Leggevo di una persona che ha problemi con un vicinato invadente e gli utenti del web consigliavano di cogliere l'occasione per fare nuove amicizie. Giustamente la persona ha risposto che non gliene frega una cippalippa di farsi amici nuovi. Sono pienamente d'accordo perchè se c'è una cosa che adoro del vivere in città è che ognuno si fa i cazzi suoi.....ci manca solo che mi faccio amici i vicini!

A me la gente dà un fastidio pauroso.
Finché si tratta di rapporti di collaborazione lavorativa sono ben disposta ma che non si viva a stretto contatto se no inizio a selezionare.
E' più forte di me, che ci devo fare?
Io non riesco ad essere amica di tutti, non faccio una questione di quantità ma di qualità, e considero ipocrite le persone che vogliono contornarsi di gente.
Questo principalmente per un motivo. Non si può andare sempre d'accordo, ci sono momenti di scontro.
E cosa succede in queste situazioni? Succede che le persone che si dichiarano amiche-del-mondo-intero si trasformano in iene da combattimento. Fateci caso, è sempre così. False come giuda!
Non sono così, mi dispiace, preferisco avere meno amici ma buoni e che si possano fidare di me.
E poi in generale destesto la gente, seleziono in maniera esclusiva ed elitaria i miei amici più stretti, e snobbo il resto del mondo.
Pensate che mi sono iscritta  a Facebook per contattare SOLO i miei amici di vecchia data e non per farmene di nuovi.. anzi quasi quasi adesso vado a cancellare i pochi ignoti: ma chi vi si cala?!?
Non parlo con chi non conosco, non lo degno neppure di uno sguardo e per questo a volte (spesso!) sembro una stronza d'altri tempi. Forse lo sono ma una persona deve meritarmi, deve darmi qualcosa a pelle.
E soprattutto non deve essere una scema colossale.
Non penso di averla solo io, sia chiaro, ognuno può andare con chi vuole e non cagarmi di striscio, ma se vuoi la mia te la devi meritare!
Questo lato del mio carattere è un pò strano perchè i miei genitori non sono così, anzi..
Sarò freddina, non so che dirvi, ma a me sta bene così: a far la rustichella ci si guadagna in salute e onestà.

posted by soffice85 @ 15:13 - martedì, 07 ottobre 2008
commenti (3) in